Secondo una tradizione, il santuario di Notre-Dame des Neiges sarebbe sorto nel luogo del miracoloso ritrovamento di una statua di Maria.
La tradizione
Secondo una tradizione, il santuario di Notre-Dame des Neiges sarebbe sorto nel luogo del miracoloso ritrovamento di una statua di Maria. Un pastore avrebbe casualmente rinvenuto la scultura tra i cespugli e l’avrebbe portata in un oratorio poco distante. Tuttavia, il giorno seguente, con grande stupore egli avrebbe ritrovato la Vergine nel luogo del rinvenimento. L’evento sarebbe quindi stato interpretato come un segno che in quel luogo, ripido e accidentato, dovesse sorgere un edificio sacro dedicato a Maria. Fatti miracolosi analoghi sono raccontati anche in merito all’origine di altri santuari valdostani come quello non molto distante di Notre-Dame de la Garde di Perloz e quello di Notre-Dame des Neiges di Cunéy (Saint-Barthelemy). Il santuario di Machaby è dedicato alla Madonna delle nevi, la cui festa ricorre il 5 agosto.
La storia documentata
Alcune fonti ottocentesche riportano la notizia dell’esistenza del santuario già nel 1503, data che tuttavia non trova riscontro nella documentazione d’archivio precedente. La prima attestazione sicura risale invece al 27 aprile 1666 quando gli abitanti del villaggio di Machaby si impegnarono con atto redatto dal notaio Vacher a mantenere la cappella e a dotarla degli ornamenti necessari. Circa un decennio dopo ebbe inizio un grande cantiere di ampliamento che con fasi alterne si concluse nella prima metà del secolo successivo dando al santuario l’aspetto attuale. Negli anni intorno al 1687 il piccolo edificio sacro fu ingrandito con la costruzione dell’ampia aula a tre navate e nel 1714 fu sopraelevato il campanile a opera del capomastro valsesiano Pietro Ferro, noto in Valle d’Aosta per aver costruito il ponte di Moretta sul Lys, la parrocchiale di Lillianes e il santuario di Notre-Dame de la Garde di Perloz.
Tra il 1715 e il 1734 il medesimo architetto fu incaricato di portare a termine ulteriori lavori di completamento fra i quali la realizzazione del porticato a tre fornici addossato alla facciata. Sopra l’arco centrale di quest’ultimo è dipinta la data “1735”, anno di esecuzione della decorazione pittorica della facciata. Nel 1806 venne acquistato il terreno antistante l’edificio sacro per poter allargare il piazzale e furono innalzati i muri di contenimento del nuovo terrapieno. Nel 1908 i pittori Mosca di Ivrea vennero incaricati del restauro della facciata, che nuovamente ritoccata nel 1932 dal pittore Giacomo Rosa di Ivrea. Nel 1940, la solenne incoronazione della Madonna di Machaby diede l’occasione per realizzare alcuni lavori di restauro al santuario e alle sue dipendenze.
Nel 1971 furono rifatti i tetti e sostituite le grondaie. Il santuario è stato oggetto di un importante intervento di valorizzazione che ha avuto inizio grazie al bando “Santuari e Comunità. Storie che si intrecciano” lanciato nel 2018 dalla Fondazione CRT di Torino.
“Fundraising”
un restauro condiviso
Il contributo erogato aggiunto a quelli stanziati dalla CEI (con i fondi derivanti dall’8×1000), della Regione autonoma Valle d’Aosta (in base alla legge reg. 27/93) e del Comune di Arnad hanno permesso restaurare l’intero complesso. I lavori, iniziati nel 2021 e terminati nel 2024, hanno riguardato il rifacimento delle coperture, il risanamento degli intonaci interni ed esterni, il restauro del campanile, degli affreschi in facciata, delle cappelle dei Misteri del Rosario e tutti gli elementi lapidei che caratterizzano l’edificio quali mensole, colonne, cornici, ecc.
È stata inoltre sistemata la tettoia posta su un fianco del piazzale antistante con l’aggiunta di arredi urbani ed è stato realizzato di un bagno per disabili a servizio del santuario nella vicina Casa del Pellegrino.